Progetto ginocchio degenerativo

Introduzione

L’aumento della vita media che secondo i dati Istat è di 84 anni nel sesso femminile e di 77 anni in quello maschile, associato ad un aumento della qualità di vita, dell’informazione e delle aspettative di vita, ha creato una categoria di persone over 50 chiamate gli “anta boys” che, sensibilizzate alle campagne promozionali sul benessere, hanno come obiettivo, qualora colpite da una gonalgia, il rapido ripristino di una normale vita di relazione e per questo sono disposte a fare di tutto pur di risolvere il problema, sottoponendosi a trattamenti poco corretti e accertamenti inutili ed costosi.

Ai nostri ambulatori accedono numerosi pazienti di età compresa tra i 45 e i 65 anni con dolore recidivante al ginocchio, insorto di recente o da anni, che lamentano un handicap più o meno grave, accomunati da una costante disinformazione sulla loro patologia.
Abbiamo, pertanto, ritenuto utile scrivere questo protocollo informativo in modo da rendere loro più chiaro il problema e di metterli in condizione di scegliere un trattamento motivato e corretto.

Da circa 2 anni consegniamo a tutti i pazienti che si presentano nei nostri ambulatori con il problema della gonalgia da causa “degenerativa” il protocollo informativo, assieme ad un questionario sullo stato di salute comprensivo della scheda di valutazione VAS.

Nel data base sono presenti attualmente circa 400 pazienti che 1 volta all’anno sono contattati telefonicamente per sottoporsi ai controlli stabiliti.

L’indicazione iniziale è sempre di tipo conservativo, per cui oltre ad una terapia farmacologica antidolorolifica con paracetamolo ed eventualmente tramadolo associata ad un trattamento di tipo infiltrativo, si consiglia un cambiamento dello stile di vita; ossia movimento, quando possibile e dieta dimagrante.

In molti casi il paziente è stato affiancato dalla psicologa che lo ha aiutato a comprendere meglio il problema, la modalità più adattiva per affrontarlo e gestire il dolore.

Di questi 400 pazienti il 5% sono stati operati di protesi totale o monocompartimentale Oltre ad un drop out di circa il 10%, la maggior parte dei pazienti ha trovato beneficio dai trattamenti palliativi; in particolare, la riduzione del peso corporeo e la terapia infiltrativa con acido jaluronico hanno alleviato la sintomatologia dolorosa e permesso ai pazienti di riprendere le proprie attività della vita di relazione.

L’obiettivo che ci poniamo è sempre quello di fare scegliere al paziente, opportunamente informato, il tipo di trattamento senza violenze né urgenze.

Pensiamo che un'informazione corretta e facilmente comprensibile sia indispensabile per iniziare un buon rapporto medico-paziente e per aiutarlo a scegliere in maniera spontanea e autonoma il tipo di trattamento più idoneo.
Per questo motivo abbiamo impostato l’opuscolo informativo con un taglio il più possibile chiaro e diretto alla comprensione.

Gentile paziente questo opuscolo questionario è stato scritto per informarti meglio sul problema che hai al ginocchio. Se lo leggi e lo compili capirai meglio e noi saremo in grado di comprendere il tuo handicap e perciò di aiutarti in maniera adeguata.
Il tuo ginocchio ha iniziato a farti male sia a riposo sia con il carico, si è gonfiato in maniera inspiegabile, hai assunto dei farmaci, sei stato bene un po' e poi è ritornato il dolore.
Allora devi saper alcune cose:

1. Ogni articolazione all’interno è ricoperta da un tessuto che si chiama cartilagine.

 Essa ha delle caratteristiche fondamentali:

  • non è vascolarizzata, quindi ha scarsa tendenza alla riparazione spontanea;

  • non e' innervata, per cui non fà male;

  • si nutre del liquido che si trova all'interno del ginocchio (liquido sinoviale);

  • e' il tessuto ideale che la natura ha selezionato in migliaia di anni di evoluzione per sopportare le sollecitazioni di carico.

2.  Ci sono molte cause che usurano la cartilagine:

  • i traumatismi, che colpiscono specialmente i giovani;

  • le cause reumatiche, tipo l’artrite reumatoide;

  • le alterazioni del carico: varismo, valgismo (ginocchia storte).

Le cause più frequenti di usura della cartilagine sono dovute alle alterazioni del carico.

Se hai fatto una risonanza magnetica prima di una radiografia che evidenzia una lesione del menisco mediale o esterno e pensi di risolvere il tuo problema rimuovendo la lesione meniscale o rimuovendo la cisti del cavo popliteo; questo non e' vero.
La lesione del menisco rappresenta solamente il 10% del tuo problema, il resto è causato dalle lesioni cartilaginee dovute al fatto che il ginocchio non è in asse (è storto) oppure hai visto che il tuo ginocchio e' gonfio e pensi di risolvere il tuo problema asportando il liquido anche dalla parte posteriore (cisti del cavo popliteo); anche questo non e' vero anzi aspirando il liquido, a meno che non sia in quantità tale da impedire il movimento, non risolvi il problema e puoi peggiorare il dolore perché il liquido viene prodotto come meccanismo di difesa dalla tua membrana sinoviale per proteggere e distanziare le cartilagini.

Allora ti domandi cosa devo fare?

devi cercare di capire il tuo problema !! e' già una buona terapia

Per capirlo ti diamo alcune informazioni importanti:

1. Per studiare il tuo problema all’inizio è sufficiente una Radiografia sotto carico del tuo ginocchio; ci fornisce informazioni importanti di quanto è storto, di come si comporta l'osso sotto la cartilagine lesionata.
La risonanza ti verrà richiesta dallo specialista se sarà utile a chiarire ulteriormente il problema.

2. Le lesioni cartilaginee non guariscono,anzi, tendono ad una evoluzione peggiorativa nel tempo, nonostante le terapie, verso un'artrosi. 
Avrai sentito certamente parlare di trapianti della cartilagine, se hai il ginocchio storto, le lesioni sono estese e hai più di 50 anni al momento potrebbe essere un intervento inutile,oppure che la causa del tuo problema è il menisco rotto ma questo non è vero.

Allora cosa si puo' fare per il tuo ginocchio che ti impedisce di camminare, ti fà male anche di notte, si gonfia?

Cambiare stile di vita, prendendoti maggiormente cura di tè stesso in senso globale e quindi assumendouno stile di vita orientato alla salute.

  • Dimagrire: se sei in sovrappeso devi cercare di ridurre il peso corporeo.
    Ci sono studi che dimostrano come una diminuzione di soli 5 Kg sia in grado di ridurre l'incidenza di gonalgia. Meno pesi, minore è il carico che il ginocchio deve sopportare.
    Utile il supporto dello specialista nutrizionista.

  • Fare movimento: chiaramente nelle fasi in cui il tuo ginocchio ti fa meno male.
    Devi considerare che questa malattia, che noi chiamiamo Osteoartrosi, alterna periodi di pieno benessere a periodi di dolore in maniera bizzarra, senza motivazioni specifiche e che non sempre la gravità dell'artrosi è proporzionale al dolore.
    E' opportuno tonificare le masse muscolari che, per il non uso, sono divenute meno toniche e ipotrofiche, camminare molto, fare cyclette oppure bicicletta su strada, terapia in acqua, per la quale non è necessario saper nuotare. 

    Per una corretta riabilitazione sarebbe opportuno affidarsi a specifici centri.

  • Utilizzare presidi ortopedici (plantari) da posizionare all'interno delle calzature per correggere il varo/valgo e ginocchiere particolari.

  • Terapia farmacologica:all’inizio sarebbe più opportuno utilizzare farmaci con meno effetti collaterali e nella dose minima, in grado di assicurare l’effetto terapeutico.
    Attualmente, secondo le linee guida internazionali, stiamo utilizzando il paracetamolo e se occorre la codeina o il tramadolo e farmaci a base di coindrotin solfato che migliora il trofismo cartilagineo.

Utili sono le infiltrazioni intrarticolari a base di acido ialuronico.
In commercio ce ne sono di vari tipi e a vari costi; i migliori sono quelli a peso molecolare maggiore e quelli più purificati che si possono effettuare in una unica seduta oppure in tre sedute.

Queste terapie, a parte il dimagrimento e il movimento che sono utili in caso di futuro intervento, sono terapie palliative nel senso che migliorano il dolore e l'handicap, ma non guariscono la malattia, la quale progredisce lentamente in senso peggiorativo; tuttavia, migliorando il sintomo, fanno dilazionare la decisione per interventi chirurgici, ai quali il paziente può ricorrere con più motivazione e serenità.

Seguendo queste proposte terapeutiche potrai stare meglio: non guarire.

E se da questi consigli non ho migliramento?

Hai diverse scelte:

1. Monitoraggio con RM e/o artroscopia delle lesioni cartilaginee, in modo da poter valutare la possibilità di effettuare rigenerazioni cartilaginee o trapianti cartilaginei, associate ad eventuali osteotomie.

2. Impianto di protesi dedicate al tipo di patologia, che possono essere monocompartimentali o totali e questa scelta verrà fatta in base alla tipologia delle lesioni, all’età, alla qualità dell’osso.

Comunque nel momento in cui vorrai capirci meglio sul tuo ginocchio:

allora sarà opportuno, per casi selezionati in cui l'artrosi non è in fase avanzata, andare a controllare con la telecamera (artroscopia) la situazione del tuo ginocchio ed in particolare controllare lo stato di salute della cartilagine.
Questa tecnica permette, infatti, di valutare le regioni del ginocchio interessate da questa malattia (condropatia) e la profondità delle lesioni stesse, in modo da pianificare futuri interventi chirurgici più invasivi, e di rimuovere con opportuni strumenti i frammenti cartilaginei che si sono staccati, effettuando così una pulizia delle parti di cartilagine usurata.
Chiaramente anche questa pulizia è una terapia palliativa che migliora il sintomo, ma non guarisce la malattia.

Quali sono questi interventi più invasivi?

Prima di parlare di interventi facciamo un rapido riepilogo della situazione:

  • non sei migliorato con le terapie sopra esposte e la situazione è altamente invalidante e non la sopporti più.hai delle aspettative di vita, dei progetti, insomma sei motivato per un trattamento chirurgico;

  • hai delle aspettative di vita, dei progetti, insomma sei motivato per un trattamento chirurgico;

 La tua scelta chirurgica motivata è importante in quanto la tua collaborazione è indispensabile per un buon risultato.  Quindi avrai un ottimo risultato se collabori per la tua salute assieme all’equipe chirurgica e a quella riabilitativa;

  • hai fatto tutti gli accertamenti sei determinato nella scelta chirurgica della quale hai capito la modalità, la finalità e le possibili complicanze.

Ora possiamo parlare di interventi:

1. Mettere dritto il ginocchio conservando il tuo osso (osteotomia) è un intervento che si può effettuare, anche associato a trapianti cartilaginei, a patto che il ginocchio sia storto e le lesioni cartilaginee non siano gravi; insomma, è un intervento preventivo che andrebbe effettuato in giovane età e quando il ginocchio non fa troppo male.

2. La protesi di ginocchio è un intervento invasivo, in cui l'osso e la cartilagine danneggiati sono rimossi  e sostituiti con elementi  appositamente studiati.Attualmente utilizziamo vari modelli di protesi (monocompartimentali,bicompartimentali,totali) che vengono impiantate a secondo delle varie patologie e da ultimo le protesi su misura.
E' un intervento di routine che in pazienti motivati e che non hanno tratto giovamento dalle terapie palliative di cui si diceva in precedenza, dà ottimi risultati che durano nel tempo.
Tutte le informazioni fornite possono essere utili per fare una scelta serena, tranquilla e motivata, tenendo presente che l’equipe chirurgica può dare l’indicazione di protesi, ma la scelta è del paziente, che si consulta col medico curante.

La nostra Equipe chirurgica assieme a quella riabilitativa e col supporto della specialista psicologa è sempre a disposizione per spiegarti quello che non hai capito, in modo da metterti in condizioni di effettuare una scelta corretta e arrivare alla soluzione chirurgica informato e motivato.
Il trattamento dell’artrosi è in continua evoluzione ed attualmente per il futuro si guarda con fiducia ai trapianti con tessuti bioingegnerizzati, colonizzati dalle cellule staminali.



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