Condropatia femoro rotulea

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Trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico viene utilizzato solo quando le terapie conservative (eseguite almeno per 4-6 mesi) non risultino efficaci.

Tra i più comuni trattamenti chirurgici per il trattamento della sindrome femoro-rotulea troviamo: 

1.    la pulizia artroscopica. Le indicazioni ad una semplice artroscopia di ginocchio sono molto limitate. Tuttavia una pulizia artroscopica può essere efficace, nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una sofferenza della cartilagine (con fibrille e frastagliamenti), senza altre condizioni patologiche che possano aver causato la sindrome femoro-rotulea. Il recupero-post-operatorio è veloce e non vi sono particolari restrizioni.

2.    il lateral release. Il lateral release è una procedura artroscopica o a cielo aperto, in cui si taglia il retinacolo laterale. Il retinacolo laterale è una struttura che mantiene la rotula lateralmente. Anche questo intervento ha indicazioni molto limitate ed è indicato solamente quando ci si trova di fronte ad una iperpressione rotulea esterna dovuta ad un retinacolo laterale “stretto”, senza altre condizioni patologiche che possano aver causato la sindrome femoro-rotulea. Questo intervento può tuttavia essere associato ad un riallineamento distale (vedi dopo). Il recupero-post-operatorio è veloce e non vi sono particolari restrizioni.

3.    il riallineamento distale (o trasposizione della tuberosità tibiale anteriore o intervento di Fulkerson). La tuberosità tibiale anteriore è il punto in cui si inserisce il tendine rotuleo sulla tibia. Il tendine rotuleo fa parte del compartimento estensore del ginocchio (assieme alla rotula e al quadricipite) ed origina dalla rotula. Nel caso in cui lo scorrimento della rotula all’interno della troclea sia scorretto a causa di un malallineamento del compartimento estensore, l’intervento di trasposizione della tuberosità tibiale anteriore è la procedura di scelta. L’intervento consiste nell’eseguire un’incisione a livello della tibia anteriore. Dopo aver identificato la tuberosità tibiale anteriore e il tendine rotuleo, su di essa inserito, la tuberosità viene distaccata dalla tibia. Si ottiene in questo modo un blocco osseo con sopra inserito il tendine rotuleo. La tuberosità viene successivamente fissata in una posizione che è mediale (interna) ed anteriore rispetto alla posizione originale. In questo modo si riduce la pressione tra il femore e la rotula (grazie all’anteriorizzazione) e si migliora lo scorrimento della rotula nel solco femorale (grazie alla medializzazione). Nel post-operatorio, si può caricare il peso fin da subito, con 2 stampelle ed un tutore che mantiene il ginocchio esteso. Il tutore può essere rimosso in scarico per effettuare esercizi di recupero della motilità fin da subito. A 30 giorni dall’intervento il tutore può essere rimosso definitivamente e va iniziato un programma di rinforzo muscolare da proseguire per almeno 4 mesi o comunque fino all’ottenimento di un buon trofismo del muscolo quadricipite. 



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